La prossima riapertura del Canale di Suez avrà un effetto deprimente sulla domanda di trasporto marittimo di merce tra l’Asia e l’Europa. Ne è convinta Sea Intelligence.
Nel suo ultimo report, la consultancy firm britannica premette che quando è scoppiata la crisi del Mar Rosso, e le navi hanno iniziato a navigare intorno all’Africa, la distanza media di navigazione tra l’Asia e l’Europa è aumentata da un minimo di 7 a un massimo di 14 giorni, a seconda della configurazione delle rotazioni dei vari servizi di collegamento.
L’allungamento delle catene di approvigionamento ha di fatto avuto come conseguenza indiretta quella di far aumentare le scorte di merce ordinata, perché le portacontainer si sono straformate esse stesse in una sorta di floating storage, nel quale le merci acquistate dagli importatori sono di fatto rimaste in giacenza per un periodo prolungato di tempo.
“Nel 2024 la domanda di trasporto lungo il trade Asia-Europa è aumentata dell’8,5%” spiegano gli analisti di Sea Int. “Se però prendessimo in considerazione l’allungamento dei tempi di transito e, quindi, l’aumento temporaneo delle scorte in giacenza sulle navi, la crescita reale della domanda dovrebbe attestarsi su una forbice compresa tra il 4,5 e il 6,5%, a seconda dell’allungamento della distanza media di navigazione tra i porti toccati dai vari servizi”.
Ne consegue che il commercio Asia-Europa ha visto un aumento della crescita della domanda di 2-4 punti percentuali esclusivamente a causa dell’aumento dei tempi di transito. Se fissiamo l’allungamento dei tempi di navigazione intorno a una media di 10 giorni, l’incremento reale della crescita della domanda in Asia-Europa sarebbe soltanto di 2,9 punti percentuali.
Quando le navi torneranno sulla rotta di Suez, ci sarà invece il riaccorciamento della supply chain. Le scorte in eccesso detenute temporaneamente dalle navi a causa dell’allungamento dei tempi di navigazione verranno rilasciate e, per un periodo temporaneo, gli importatori freneranno gli ordini perché dovranno assorbire tutta la merce stoccata a bordo delle navi.
“Nell’anno successivo all’apertura del Canale di Suez dovremmo aspettarci un impatto negativo di 2,9 punti percentuali sulla crescita della domanda tra l’Asia e l’Europa” afferma ancora Sea Int. “Tuttavia, è probabile che la contrazione della catena di approvvigionamento si svolga in un arco di tempo molto più breve di un anno intero, aumentandone potenzialmente la gravità”.
Gli analisti inglesi hanno previsto una serie di scenari che variano a seconda del tempo che impiegherà la catena logistica a riaccorciarsi (si veda la figura in evidenza). “Nel caso di una contrazione irrealistica di 2 settimane, vediamo come la domanda scenda di 70 punti percentuali su base annuale. In considerazione di un periodo di transizione di 12 settimane, potrebbe verificarsi una riduzione della crescita annuale del commercio sul trade Asia-Europa di oltre 10 punti percentuali” afferma il Ceo di Sea Intelligence, Alan Murphy.